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19.- APOSTOLATO PARROCCHIALE.
a) Predicazione. - Basterebbero due aggettivi: instancabile e inesauribile. Per
decine di
anni Pianura ha sentito Don Giustino predicare mattina e sera. Dopo la santa
Messa del
mattino - che celebrava alle 4 e mezzo d'estate e d'inverno - e dopo le funzioni
della
sera, sedeva su una sedia al lato del Vangelo, commentava dall'altare le divine
parole
del Vecchio e del Nuovo Testamento. Una candela accesa simboleggiava la presenza
dello Spirito Santo. Conosceva le scuole di spiritualità classiche e le correnti
di
spiritualità moderne; leggeva e assimilava testi e riviste italiane e
francesi... tuttavia il
suo pensiero era talmente originale da far pensare che egli leggesse in un libro
invisibile ai mortali e traducesse in parole facili i messaggi dell'eterno amore
rimasti
indecifrabili per secoli. Era anticonformista. Non la voce o il gesto, non
l'arte o le
lettere, ma lo spirito ravvivava le sue esortazioni. Le predicazioni rumorose
gli erano
sgradite. - Non accettate mai panegirici, diceva, se non sono preceduti da una
preparazione spirituale di almeno tre giorni. Una volta pretesero la tiritera
delle
benedizioni tradizionali alla fine del discorso; egli le sintetizzò così:
Benedico tutto
quello che Dio benedice, maledico tutto quello che Dio maledice.
Una sera qualsiasi due padri gesuiti, di passaggio, l'udirono e, stupiti,
chiesero : "C'è chi
annota? non lasciate perdere questi tesori ".
Verso gli ultimi anni c'è stato chi ha riempito d'appunti parecchi quaderni;
ordinandoli e
sviluppandoli avremo almeno i frammenti di quella ricchezza incomparabile,
polvere di
stelle, giacché egli è un astro, a distanza d'anni luce, che annunzia il suo
approssimarsi
al nostro orizzonte.
Il ministero della divina parola, così assiduamente da lui esercitato, non lo
dispensò
dall'invitare altri predicatori, specialmente in occasione della Pasqua. Il
primo anno
invitò lo spagnolo P. Panadez, dei Clarettiani. Il popolo non so per quale
motivo
frequentava poco. Il giovane Parroco verso l'ora di predica impugnò una grossa
croce, e,
accompagnato dai Chierici in torce e campanello, fece il giro del paese; innanzi
ai
saloni, ai caffè, ai circoli, sostava e con voce vibrante esortava " Fratelli,
venite alla
predica, è l'ora della misericordia ! profittate della grazia di Dio ".
a) Apostolato Eucaristico. - Fu apostolo della comunione quotidiana.
Oggi Pianura potrebbe battere il primato delle anime che da trenta- quarant'anni
ricevono
ogni giorno Gesù-Ostia.
Le prime suore, subito dopo la levata, giravano per tutto il paese,
penetravano per tutti i
cortili, bussavano a tutte le porte per svegliare i fanciulli e condurli in
chiesa, disposte
anche a lavarli e pettinarli. A mano a mano che arrivavano in parrocchia, li
ordinavano,
lungo la navata centrale e, più tardi, anche lungo la trasversale, formando una
T
luminosa giacché ognuno reggeva una candeletta. Tra la recita delle giaculatorie
e il
canto degli inni il parroco felice dava loro Gesù. Il sacrificio grande lo
facevano le
suore: d'inverno specialmente, per le strade buie percorse solo dai cani
randagi,
rabbrividivano a ogni cantone... e poi, come succede sempre, finita la novità,
le famiglie
si annoiavano: - Possibile, dicevano, che non possiamo dormire in pace ?... la
mia
bambina si è raffreddata... questa è una scocciatura bell'e buona... è disturbo
della quiete
pubblica.
Così si determinavano periodi di magra ; il parroco vigilante riattizzava la
fiamma e
tornava la piena. Alla fine della messa mattutina fiottava la vita per le
strade; zoccoletti,
strilli, canti svegliavano i sonnacchiosi.Si comunicavano gli operai prima di
partire per i
cantieri, i contadini prima di recarsi ai campi, gli impiegati prima di andare
agli uffici.
Ci furono punte di mille comunioni giornaliere. Anche per i malati girava di
proposito un
sacerdote e ne comunicava fino a venti ogni mattina.
Nei primi venerdì ricevevano la SS. Eucaristia in forma solennissima.
Sembrava un
"CorpusDomini" mensile. Le tre suore addette alle ostie dovettero rivolgersi a
Napoli per
aiuti. Da calcoli precisi, le elemosine che si raccolgono in chiesa nei giorni
festivi non
bastano - nemmeno oggi - a coprire la spesa delle particole; tanto meno
bastavano allora.
E tuttavia egli fece comprare parecchie pissidi nuove, una delle quali a
malapena entra
nel tabernacolo. E più ne vuotava più raggiava di felicità.
b) Apostolato familiare. - Una delle prime preoccupazioni dello zelante pastore
fu
quella di sistemare alcune unioni irregolari. Nei dopoguerra, sono frequenti i
casi di
vedovelle che mettono a repentaglio ogni giorno l'anima per sciupare con un
presunto
secondo marito la pensione del defunto primo marito. Di sera, accompagnato da
due
giovanotti che fungevano da testimoni, egli si recava nelle case segnalate e
assisteva a
matrimoni di coscienza. Per togliere anche l'ombra di mortificazione, portava
con sé una
bottiglia perché brindassero alla grazia riacquistata e, dove ci voleva,
lasciava scivolare
destramente un aiuto pecuniario. La mattina del 26 luglio 1930, dopo la forte
scossa di
terremoto che nella notte aveva danneggiato la Parrocchiale e spaventato i
parrocchiani,
gli domandarono se avesse avuto paura.
- Paura di che? quando ho sentito il letto dondolare ho pregato così:
Signore, fate che i
miei filiani ricavino profitto da questa lezione.
Si riferiva in particolare a un concubinario malato che morì non molto dopo. Fu
il più
grande dolore della sua vita pastorale.
Con lo sviluppo della Congregazione che lo teneva occupato e preoccupato pensò
di
dimettersi da Parroco per dedicarsi completamente ad essa. Almeno tre volte
rassegnò le
dimissioni e non furono mai accettate. Allora affidò il gregge ai suoi sacerdoti
che da lui
pigliavano direttive. Sul suo esempio e col suo incoraggiamento Don Giacomo
Vaccaro
regolarizzò una sola sera diciotto unioni irregolari (le guerre abissina e
spagnola
avevano riproposto il problema); per uno di tali casi ebbe un richiamo severo.
Don
Giustino, noleggiata una carrozzella, andò personalmente a difendere il suo
viceparroco
presso il Superiore.
- Un peccato di più e un peccato di meno non è la stessa cosa, soleva dire.
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